The Mandalorian S01E05 - Il pistolero
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The Mandalorian, Episodio 5. Lo spiegone ignorante

Episodio 5 della stagione 1. Il pistolero.

Presto correte a casa! Datevi per malati al lavoro! Dite agli amici del calcetto che vi si è rotto un dito! Dite al vostro partner che vostro padre è rimasto chiuso nell’autolavaggio! Non ci siete per nessuno!
È uscita la nuova del Mandalorian ed è tempo per noi di fare un saltino in Olanda e, naturalmente, in una galassia lontana, lontana, lontana…

Una settimana fa avevamo lasciato la serenità, la guerriglia e i triangoli amorosi del pianeta Sorgan, non senza qualche patema d’animo. Sul finale infatti Mando si è reso conto che la Gilda dei cacciatori di taglie è ancora a caccia del Baby Yoda e che lì non sarebbe stato al sicuro.

Ma forse la minaccia è meno incombente di quanto sembra.
Forse il prossimo episodio sarà più tranquillo. Tranquillissimo.
Si chiama solo The Gunslinger – in italiano Il pistolero – tradendo già dal titolo le proprie intenzioni e fomentando ancora di più quelli che continuano a ripeterci che The Mandalorian è un western!

Sarà un’impressione? C’è solo un modo per scoprirlo.
Play!

Incipit

Pronti-via siamo già coinvolti in una sparatoria tra navi stellari!
Molti colpi vanno a segno e la nave di Mando se la vede brutta. A tutta velocità, alle spalle della Razor Crest, c’è un altro cacciatore di taglie, Rio Mare (Riot Mar).

Momento nerd

La nave di Riot Mar, sembra essere uscita dal romanzo Han Solo Guerriero Stellare. Dove compariva una nave molto simile, lo Z-95 Headhunter.

Trattandosi di un ex-collega, offre a Mando via radio la possibilità di lasciarlo in vita consegnando “il pacco” come diceva il Vianello Cattivo. Mando fraintende. Tira il freno a mano all’improvviso e si ritrova alle spalle del malcapitato di turno colto di sorpresa. Ce l’ha nel mirino. Il resto è storia.

Cosa abbiamo imparato da queste sequenza? Che nella Gilda sono in molti a usare l’espressione “Posso catturarti vivo o posso catturarti morto.” Viva la fantasia.
Perfino Mando gli ha detto “È la mia battuta.”

Sigla!

Ritorno a Tatooine

Archiviata la pratica, il camper dello spazio dei nostri eroi è andato alla deriva per un po’ e ora viaggia coi motori ausiliari.

È evidente che necessita di un Pit-Stop quindi prepara la discesa sull’ennesimo pianeta polveroso, nel rispetto delle esigenze della sceneggiatura western. Guardate questo pianeta: sembra Tatooine, è polveroso come Tatooine, ma non lasciatevi ingannare: è veramente Tatooine!

La nave ne è uscita abbastanza danneggiata dallo sconto a fuoco ma se c’è una cosa che abbiamo imparato da La minaccia fantasma o Una nuova speranza è che quando il tuo veicolo è in avaria ci sarà sempre qualcuno su Tatooine che fa al caso tuo.

Mando parcheggia la nave al dock 35 del porto spaziale di Mos Eisley.

Momento nerd

Forse non è lo stesso porto spaziale ma è in un dock 94 di Tatooine che incontrammo per la prima volta il Millennium Falcon. Non ce la faccio, troppi ricordi.

Qui gli si fanno incontro tre piccoli droidi ciclopici con il casco da guscio di tartaruga.

Momento Nerd

Sono droidi meccanici di serie DUM. Li abbiamo visti nella bottega di Watto e durante la corsa degli sgusci in La Minaccia Fantasma.

Hanno buone intenzioni: vorrebbero controllare la nave e dare a Mando un preventivo delle riparazioni con e senza fattura.
Lui giustamente non ci sta e li allontana con un paio di colpi di blaster ben assestati, ai loro piedi metallici. Quel tanto che basta per far loro capire di stare alla larga. Dietro questo gesto c’è ovviamente la conclamata reticenza di Mando nel fidarsi dei droidi, presumibilmente dovuta all’assassinio dei suoi genitori e alla distruzione del suo clan ad opera di droidi imperiali che abbiamo visto nei flashback dei Capitoli 1 e 3.

Tutti gli spiegoni di The Mandalorian

Sopraggiunge Peli Motto, un bel donnino di chiare origini italiane che oltre ad avere la licenza da meccanico e uno spiccato senso per gli affari, si rivelerà essere anche una provetta babysitter. È visibilmente incazzata, dopotutto le stavano sparando ai droidi.

Fa capire subito a Mando che se vuole che la nave venga riparata non si spara ai droidi e, dopo aver esaminata con attenzione, che il costo non si preannuncia contenuto.

Mando ha con sé solo 500 crediti imperiali. Peli ribatte che bastano a mala pena per il posto nell’hangar. Lui, rispolverando un Gigi Proietti da Febbre da Cavallo sembra dirle “Il tempo di rimedialli.” E se ne va, non prima però di averle ricordato che non vuole droidi vicino la sua nave.
Con quel po’ di insistenza di troppo da meritarsi l’appellativo di topo rago, da parte di Peli. Lo stesso usato affettuosamente da Mando nei confronti del Baby Yoda nell’episodio precedente.

Mando si incammina per le strade di Mos Eisley.

Momento nerd

Accompagnato dalla classica inquadratura che va dal basso verso l’alto, tipica dei film western, che ci permette di avere visuale abbastanza completa.

Lungo il suo cammino, Mando trova anche delle picche su cui sono impalati dei caschi di SandTroopers, residuati di un tempo ormai passato che ci fa capire che qui gli assaltatori imperiali non sono proprio i benvenuti.

Momento nerd

In molti qui hanno colo un riferimento alla prima locandina promozionale de La minaccia fantasma.

Intanto se pensate che Peli Motto e i suoi droidi siano al lavoro sulla nave, ripensateci. Se ne stanno tranquilli a ingannare il tempo giocando a carte.

Momento nerd

Per la precisione stanno giocando a Sabacc: gioco con cui Han Solo vinse il Millennium Falcon di Lando, come raccontato in L’impero colpisce ancora e come visto in Solo: A Star Wars Story.

Quand’ecco che dall’interno della nave si sentono dei rumori sospetti. Peli lascia il tavolo, dice ai droidi di passarle il fucile blaster. Ovviamente dalla nave esce il Baby Yoda che il padre dell’anno ha abbandonato a bordo della nave su un pianeta straniero.

Piccino, bellino, con la faccia stropicciata del riposino

Superata la sorpresa iniziale, Peli ha una grande idea imprenditoriale e un grande insegnamento per il Baby Yoda.

Top.

Il giovane pistolero

Cambio scena. Mando entra nella Cantina di Chalmun.
(SPLASH!)

Momento nerd

La Cantina di Chalmun è uno dei luoghi più iconici della saga di Guerre Stellari. È il locale in cui Luke Skywalker e Ben Kenobi assoldarono Han Solo e Chewbe. Ed è il luogo in cui ebbe luogo la scontro tra Han e Greedo.

Di tempo ne è passato anche qui e a gestire il locale non c’è più il barista Wuher ma dei droidi. La cantina apparteneva al vecchio wookiee Chalmun che, a quanto pare, era stato costretto a mettersi in società con Wuher sotto pressione del clan Hutt. Metteteci che il droide dietro al bancone ricorda EV9D9, un droide che frequentava il palazzo di Jabba ne Il ritorno dello Jedi
1 più 1 fa 2, eccetera, eccetera…

Altro momento amarcord è il cameo in questa sequenza del droide R5-D4, il droide rotto, e a questo punto riparato, che i Jawa volevano vendere allo zio Owen in Una Nuova Speranza.

Lui sì che sa come rompere il ghiaccio. Si avvicina al banco e…

Mando a colloquio col droide Linkedin.

Il droide spiega che la Gilda dei cacciatori di taglie non è più attiva su questo pianeta e che anche se lui non fa parte della Gilda, questo non migliora la sua situazione.

Ci sono orecchie indiscrete ad ascoltare questa conversazione. Quelle di un giovane cacciatore di taglie seduto a un tavolo.

Momento nerd

Lo stesso dove stava seduto Han quando ha incontrato Greedo. In più anche lui ha i piedi sopra il tavolo. Evidentemente è una consuetudine.

Tra le dita ha una moneta o una spilla con il simbolo dell’Alleanza Ribelle e della Nuova Repubblica. Si chiama Toro Calican, viene dall’Orlo Intermedio. È sulle tracce di un’assassina di nome Fennec Shand e ha seguito il suo localizzatore fino a Tatooine.

Lo Zack Efron dell’Orlo Intermedio.

Un po’ di aiuto gli farebbe comodo. Ma Mando sa che “Edwige” Fennec Shand non è una semplice assassina: è una mercenaria che si è fatta un nome come sicario per i boss, tra cui gli Hutt. È deciso a rifiutare la proposta.
Ma lo Zack Efron dell’Orlo Intermedio si rivela essere solo un aspirante cacciatore di taglie e decide di offrire a Mando l’intera taglia. In fondo a lui non interessa altro che entrare a far parte della Gilda.

Gli dà appuntamento all’hangar 35 e gli dice di portare con sé due speeder bike.
Come le porterà fin lì non si sa.
Gli chiede anche di dargli il localizzatore ma, per non correre il rischio di farsi rubare il lavoro, Toro Calican distrugge il localizzatore e dice a Mando di aver memorizzato tutto.

È quasi sera. Mando torna alla nave e trova ad aspettarlo un bel cazziatone.

E pure c’ha ragione. Mando capisce che tra le braccia di Peli il bambino non è in pericolo, che è il suo istinto protettivo a parlare e la ringrazia. Ma capisce anche che aria tira quando Peli bussa a soldi: per avere un’altra bocca da sfamare vuol dire che Mando ha più soldi di quanto dice di avere.
Quindi si affretta a recuperare la sua roba e si avvia verso l’uscita dell’hangar. Peli, che ancora spera in una sua risposta, lo segue.
Fuori ad attendere Mando c’è Toto Calican con le due speeder bike.

Momento nerd

Un misto tra il modello 74-Z e la swoop bike Zephyr-G usata da Anakin Skywalker ne L’Attacco dei Cloni.
C’è da accontentarsi. “Non siamo mica su Corelia” commenta sarcastico Toro, facendo riferimento al pianeta che ha dato i natali ad Han Solo, rinomato per la produzione di veicoli “ottimizzati” alla meglio e costantemente… “personalizzati”.

Toro non può far a meno di salutare quella donna con in braccio quello strano bambino.

Alzi la mano chi qui non ha pensato “Madornale errore.”
Ma, hai visto mai, magari uno si sbaglia.

Il Mare delle Dune

I due attraversano il deserto a tutta velocità quando a un certo punto Mando fa segno a Toro di fermarsi. In lontananza ha visto dei Sabbipodi. Toro prende il suo binocolo e vede in lontananza dei Tusken e dei Bantha.

Momento nerd

Qui apprendiamo un po’ di più delle dinamiche di Tatooine.
Ne La guerra dei Guerra dei Cloni, a Tatooine, abbiamo visto i predoni Tusken torturare e uccidere la mamma di Anakin. In Una nuova speranza sempre loro avevano aggredito anche Luke e i suoi droidi quando vennero poi salvati da Ben Kenobi.
Insomma come, dice Toro, la gente di Tatooine ritiene che i Tusken siano feccia. E anche noi siamo stati abituati a considerarli così.
Mando però spiazza tutti spiegando che in realtà i Tusken si considerano la gente di Tatooine. Sono gli altri ad essere semplici intrusi.

Questo ci riporta ancora una volta ai western e alle dinamiche che vedevano coinvolti i nativi americani e i coloni.

Toro non vuole problemi e spera si tengano alla larga ma, mentre lo dice, alle sue spalle già ne sono comparsi due. C’è da giurare che sotto il casco Mando ha osservato la scena divertito. Dice a Toro di rilassarsi e a gesti cerca di contrattare un passaggio sicuro attraverso il loro territorio.

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La trattativa va a buon fine, in cambio i Sabbipodi vogliono solo vedere Mando che fa fesso Toro chiedendogli di passargli un attimo il binocolo per poi darlo a loro. Simpatia++.

I due quindi proseguono per un po’. Ma all’improvviso Mando fa di nuovo segno a Toro di fermarsi. Scende al volo da cava… ehm… dalla speeder bike e gli ordina di mettersi al riparo.

Da dietro una duna riescono a scorgere un Dewback nella piana che trascina il corpo inerme di chi lo montava. Mando dice a Toro di coprirlo e prova ad andare in avanscoperta per controllare se si tratta del loro obbiettivo. Il fan dentro di noi mormora tra sé e sé “It’s a trap!” e, in ogni caso, continua a pensare che non sia saggio farsi coprire le spalle da uno che conosciamo da 10 minuti.

Mando volta il cadavere supino e si trova avanti due sorprese.

  • Il corpo è di un altro cacciatore di taglie
  • Ha con sé un localizzatore che, suonando all’impazzata, ci avverte che l’obbiettivo è fin troppo vicino

Neanche il tempo di realizzare che perfino noi dal divano avevamo pensato fosse una trappola mentre il cacciatore di taglie più tosto della galassia faceva la figura del tipo non proprio sveglio, che da una rupe in lontananza un cecchino comincia a sparare con un fucile MK modificato. Due colpi raggiungono Mando mentre cerca riparo dietro la duna ma l’armatura di acciaio Beskar resiste.

Toro e Mando al riparo dietro la Duna

Avvicinarsi con un cecchino in una simile posizione di “vantaggio” è escluso.

Momento nerd

In inglese “She’s got the high ground”. Chiaro riferimento al finale de La vendetta dei Sith, quando Obi-Wan dice ad Anakin “It’s over, Anakin. I have the high ground!”

Urge un nuovo piano ed eccolo qua: aspettare che faccia buio per poi avvicinarsi al crinale dove si nasconde “Edwige” Fennec Shand utilizzando cariche abbaglianti che le rendano impossibile mirare accuratamente.
Sembra un piano perfetto, cosa può andare storto?
Magari che il pistolero si spara nel piede?
Chissà. Andiamo a vedere.

L’assalto al crinale

È notte. Aprano gli occhi i cacciatori di taglie e si riconoscano.
Toro, che era di guardia, si avvicina al Mandaloriano ancora incosciente (così crede) e gli comincia a fare le boccacce. Quello si gira e lo folgora come solo i genitori sanno fare con un “hai finito?”
Momenti di grande ilarità.

Passiamo alle cose serie, dicevamo, “monta in sella, corri più veloce che puoi verso il crinale e lancia le cariche abbaglianti”. Non fa una grinza.

Il Mandaloriano spara la prima carica. Fennec Shand, accecata, spara a vuoto.
Si toglie il caso e riprova. Di nuovo a vuoto.
Mando ordina a Toro di sparare la seconda carica. Fennec spara e manca nuovamente il bersaglio.
Toro incrocia la speeder bike di Mando posizionandosi alla sinistra del crinale, ma proprio quando sta per sparare la terza carica il veicolo tocca terra subendo uno scossone e la carica, invece di essere sparata verso l’alto, finisce a pochi passi da loro.

Stavolta la cecchina ha tutto il tempo per mirare. La speeder bike di Mando incrocia di nuovo con quella di Toro per non darle punti di riferimento ma il colpo parte e va a segno. Mando viene disarcionato. Fennec ricarica il fucile, lui ne approfitta e prima di essere nuovamente colpito spara una quarta granata accecante.
Esaurito l’effetto, Fennec, finalmente indisturbata, ha nel mirino il Mandaloriano a terra, privo di coscienza.
Si prepara ad un colpo fatale ma alle sue spalle è sopraggiunto Toro.

Ne nasce un combattimento corpo a corpo che dura pochi secondi, il tempo necessario al Mandaloriano per approfittare del diversivo, riprendersi e arrivare alle spalle di Fennec proprio quando quest’ultima sembrava stesse avendo la meglio.

La tiene sotto tiro, non le resta che arrendersi. Mentre Toro recupera la sua arma, Fennec fa a tempo a scambiare due parole con Mando.
Era tempo che non vedeva un Mandaloriano…

Momento nerd

Abbiamo imparato nell’episodio 1 e 3 che dopo La Grande Purga i Mandaloriani cercano di passare inosservati, uscendo allo scoperto in pochi e raramente, per impedire di esporre troppo il proprio clan.

Le sono arrivate voci di disordini non ben specificati sul pianeta Navarro. Insinua che in qualche modo Mando fosse coinvolto e che è strano che proprio lui se la sia cavata.

Ovviamente, siccome siamo sempre gli ultimi a sapere le cose, è probabile a questo punto che il pianeta da cui Mando è riuscito a scappare con il Baby Yoda sfuggendo alla Gilda sia proprio Nevarro. Verosimilmente quindi è anche a conoscenza del fatto che l’intera Gilda dei cacciatori di taglie è a caccia di un Mandaloriano.

A questo punto si pone il problema di come tornare a Mos Eisley.
Nuovo piano: qualcuno deve tornare con il Dewback visto in precedenza nella piana. E siccome Toro c’ha le fisime che il Mandaloriano possa fregargli la preda, saltare in sella alla sua speeder bike e chi si è visto si è visto, quel qualcuno sarà proprio Mando. Quindi s’incammina, non prima però di aver fatto un paio di raccomandazioni a Toro del tipo “occhio alla ragazza”, motivandole con un “non ci serve da morta”.

Momento nerd

Una frase che abbiamo sentito in passato anche per bocca di Boba Fett, in L’impero colpisce ancora, quando Darth Vader si apprestava a testare l’ibernazione nella grafite su Han Solo. In quella circostanza Vader promise a Boba Fett che se in caso di insuccesso l’impero lo avrebbe rimborsato.

Plot twist

Passano le ore. Sorgono i due soli.
E inevitabilmente “Edwige” Fennec Shand, come in una commedia italiana anni 60, sente la necessità di fare almeno il tentativo di circuire il giovane aspirante cacciatore di taglie spiegandogli che lei farebbe ancora a tempo ad arrivare al suo appuntamento a Mos Espa. Se lui la portasse lì lei gli darebbe il doppio di quanto promesso per la sua taglia. Ma lui non lo fa per i soldi, lo fa per il prestigio di entrare a far parte della Gilda dei cacciatori di taglie.

A queste parole la mercenaria assassina sente di poter mettere Toro e Mando l’uno contro l’altro e quindi gli rivela i suoi sospetti.
Se è vero che un Mandaloriano è responsabile dei disordini a Navarro, consegnandolo alla Gilda non ne entrerebbe semplicemente a far parte, ne diventerebbe una leggenda.

Toro però non è il tipo da dare credito a una poco di buono come lei. Ma quando nel suo racconto menziona che il Mandaloriano in questione ha disertato con un obbiettivo prezioso, un bambino, allora capisce che è tutto vero.

Lei si offre anche di aiutarlo a mettere fuori gioco il traditore. Toro sembra combattuto e alla fine sembra convincersi, ma quello che la mercenaria non si aspetta è che al momento di toglierle le manette…

Boom!

La ringrazia per la dritta ma se le avesse tolto le manette sarebbe stato un uomo morto e se il Mandaloriano vale più di lei, beh, poco male…
Salta in sella alla speeder bike e si allontana verso Mos Eisley lasciandosi alle spalle il cadavere dell’mercenaria assassina.

Il sole è alto, sono passate ore, e Mando è finalmente ritornato a cavallo del Dewback. Trova il corpo della Fennec, mette la mano sulla fondina e si guarda attorno: nessuna traccia di Toro e della speeder bike. Capisce che qualcosa è andato storto e che deve fare subito ritorno al dock 35.

È di nuovo sera. Mando arriva al porto spaziale e fuori al dock 35 trova parcheggiata la speeder bike di Toro, sfodera il blaster e si prepara ad affrontare quello che solo poche ore prima chiamava “partner”.

Lo scontro finale

All’interno dell hangar i droidi meccanici sono nascosti nella cabina di controllo, le luci sono spente. Dalla nave di Mando esce lentamente Toro con i suoi ostaggi. Ordina a Mando di gettare a terra il blaster e lasciarsi ammanettare da Peli.
Mando mette le mani dietro la testa.

Momento nerd

E se avete visto Die Hard – Trappola di cristallo, il film di Natale per eccellenza, già sapete dove stiamo andando a parare.

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Tra le mani Mando nasconde un’ultima carica abbagliante e mentre Toro è impegnato in un discorso da super cattivo nel quale ci mostra come la Fennec sia riuscita nel suo lavaggio del cervello, la lascia cadere e la fa esplodere.
Colto di sorpresa, Toro spara un paio di colpi alla ceca ma Mando non è più di fronte a lui. Ormai si è procurato “una posizione di vantaggio”.

Toro si volta ma è troppo tardi. Cade sconfitto.
Mando e Peli corrono ad accertarsi che il Baby Yoda non sia ferito ma accanto al cadavere non c’è. Fa capolino da dietro un cassa dove si era nascosto, con l’espressione in viso di chi sta pensando “Che figata! Rifacciamolo!”

Peli, rimbrotta il Mandaloriano dicendogli di prestare più attenzione al piccoletto. In tutto questo la nave è pronta e lei si aspetta ancora di essere pagata. Quindi Mando fruga nelle tasche del cadavere di Toro, ci trova una sacca contenente dei crediti e salda più del dovuto. Tutti contenti insomma! Tranne Toro, verrebbe da dire, il cui cadavere verrà abbandonato nel Canyon del Mendicante.
Perché poi mentre la Razor Crest si allontana lasciandosi alle spalle l’ennesimo cuore spezzato dal Baby Yoda, c’è tempo per un’ultima scena che ci riporta al Mare delle Dune. Qualcuno, non si sa con quali losche intenzioni, si china sul cadavere di “Edwige” Fennec Shand. Facendo crollare la quota di un suo possibile ritorno nei prossimi episodi o quella dell’arrivo di qualcuno a vendicarla.

Grande episodio. Non c’è dubbio che Dave Filoni abbia fatto centro: duelli, momenti amarcord per il fan della prima ora e la solita dose di interrogativi in sospeso lasciati ai futuri sviluppi della trama.
Indovinate quale personaggio ha fatto impazzire i fan a questo giro?

Chi è questo oscuro individuo visto alla fine? Riusciranno il Mandaloriano e Baby Yoda a trovare un pianeta tranquillo dove nascondersi? Quale sarà la loro sorte?
Beh, considerando che il prossimo episodio uscirà di venerdì 13 c’è da stare allerta.
Sarà scritto e diretto da Rick Famuyiwa. E sarà spiegato, come sempre, da noi.
Saluti, baci e …che la forza sia con voi

Dove vedere The Mandalorian in streaming

Dove: su Disney+
Come: in abbonamento
Quando: la serie sarà disponibile al lancio della piattaforma in Italia previsto per il 31 marzo 2020

Foto: Disney+ / Universal / WarnerMedia

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