The Mandalorian Episodio 3. Lo spiegone
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The Mandalorian, Episodio 3. Lo spiegone ignorante

Episodio 3 della stagione 1. Il Peccato.

Qualche giorno fa è uscito terzo episodio di The Mandalorian dall’inquietante titolo The Sin. E prima che arrivi il quarto eccoci qui con un ripasso e nuova puntata spiegata alla buona. Se volete dare un occhio ai precedenti spiegoni li trovate qua.

s01e01: Chapter 1
s01e02: Chapter 2: The Child

Ci eravamo lasciati la settimana scorsa con un Mando abbastanza turbato da quanto accaduto e avremmo scommesso che, dopo essere stato salvato dal baby Yoda, non sarebbe stato più così convinto di consegnare la preda come a inizio missione. Insomma Mando ha davanti a sé una scelta che potrebbe complicare di molto la sua posizione. Cosa farà? Scopriamolo subito.

Incipit

La nave di Mando, rimontata in 30 secondi con un’oscena sequenza di dissolvenze a raffica, orbita vicino al pianeta dove si trova la Gilda dei cacciatori di taglia. Quello dove sta il cliente dell’impero. Quello dove sta anche il clan di Mandaloriani, avete capito, dai. Sì, nessuno ci ha ancora detto come si chiama.

Comunque mentre Mando avvia le manovre di atterraggio, riceve una trasmissione. È Apollo “Greef KargaCreed, e qui abbiamo una prima sorpresa.

LO HA CHIAMATO MANDO PURE LUI! BELLISSIMO!
Tanto vale che chiamate il bambino Baby Yoda e siamo a cavallo!

Baby Yoda, dicevamo. Baby Yoda nel frattempo si è ripreso dallo sforzo immane della puntata precedente e mentre Mando sta cercando di avere una conversazione in santa pace, lui è lì che prova a staccare la testa di una leva che speriamo non sia quella del cambio.

Tenerello.

Mando gli dice che non è un giocattolo. Poi prende di peso il nano verde e lo posa nel traspotino. Da bravo, a cuccia. La musica si fa cupa, ci sono un paio di sguardi dispiaciuti e via, si entra nell’orbita del pianeta.

I 30 danari

Una volta atterrati Mando con il trasportino fluttuante al seguito si dirige verso il rifugio del cliente imperiale. La musica di tensione sale.
No, dai, mica lo consegna.
All’interno gli stoormtrooper prendono in consegna il trasportino.
“Vacci piano” dice il Mandaloriano. “No, tu vacci” piano ribatte lo stoormtroppen
E via così, finché uno dei due non butta i giocattoli dal seggiolone e l’altro si è coperto la tasta di pappa. Grandi dialoghi.

Siamo nella stanza dove in precedenza ci siamo accordati con il cliente imperiale. Che, per comodità, almeno finché qualcuno non si degnerà di dirci un paio di nomi, chiameremo Raimondo Vianello cattivo.
Vianello e il dottor Pershing, eccitatissimi, si avvicinano al trasportino. Il dottore analizza il nano con uno scanner come quello che usano i supermercati per verificare il prezzo della merce. È in salute, dice.

Questo è scemo, ma che fai Mando? Lo consegni veramente?

“La tua fama è giustificata” dice Vianello cattivo.
Mando però sembra infastidito dal fatto che tutti sapessero di questo lavoretto, tant’è che sul pianeta dove ha recuperato il mini Yoda pure si è ritrovato addosso dei cacciatori di taglie che volevano fargli la festa.
Vianello cattivo si giustifica: doveva assicurarsi la preda. In compenso ecco per Mando un secchiello di lingottini di acciaio Beskar, che ormai sappiamo essere anche migliore di quello Inox di Mondial Casa.

Momento nerd

Questo tipo di contenitore era già apparso fugacemente in mano ad un personaggio secondario in L’impero colpisce ancora.

Mando prende i lingotti. La tensione sale.
“Un così grande bottino per un pacco così piccolo.” rincara la dose Vianello.
Intanto il mini Yoda viene portato via mentre si lamenta e gli spettatori cominciano a fare buuuuu avanti allo schermo.

Con grande sorpresa di Vianello (e anche del pubblico, a questo punto) il Mandaloriano comincia a mostrare una coscienza e chiede “Quali sono i tuoi piani per lui?”. Ovviamente Vianello gli risponde…

Che in antica lingua di questo quadrante significa “Fatti i cazzi tuoi”.

Quindi non solo hai dato a questo Vianello cattivo il baby Yoda che tutti amano prendendoti “soldi sporchi”, ma ti sei anche fatto fare questa fatality.
Non ci siamo proprio. Ti credo che l’episodio si chiama The Sin.
Sigla!

Casa dolce casa

Di ritorno nel quartiere Mandaloriano, Mando si reca dal fabbro/a con il suo secchielletto di lingotti Beskar da far squagliare.

Momento nerd

Rivediamo inquadrata l’effige del Mitosauro che, siccome non siamo qui a spiegare sempre le stesse cose, potete trovarla spiegata nello spiegone del primo episodio.

Non passa però inosservato. Infatti in pochi secondi alle sue spalle compaiono altri Mandaloriani dall’area minacciosa. Il più grosso, che il regista Gion Frevò, ha chiaramente ridisegnato sul War Machine di Iron Man, si avvicina incazzato.

Momento nerd

Scopriamo nei titoli di coda scopriamo essere Paz Vizla un personaggio appartenente allo stesso clan di Tarre Vizla, citato in Rebels, e Pre Vizla, apparso in The Clone Wars. La particolarità è che i Vizla apparsi fin’ora sono doppiati proprio da Jon Favreau.

Ce l’ha con Mando e lo accusa di essere un codardo per aver accettato un lavoro per conto di quel che resta dell’Impero. Quello stesso Impero che ha colpito Mandalore e i suoi figli. Quello stesso Impero che ora lo sta pagando con l’acciaio sottratto proprio ai Mandaloriani con La Grande Purga. E tutto questo va contro il loro codice. Insomma il tasso di popolarità di Mando è quasi ai minimi storici. Forse è questo il peccato cui si riferisce il titolo.

In ogni caso segue una breve colluttazione tra Mando e War Machine sedata proprio dalla fabbra.
Se uno ha accettato la via del Mandaloriano, spiega, ha accettato di essere cacciatore e preda al tempo stesso, quindi non può essere un codardo.
E qui scopriamo che i Mandaloriani hanno la loro frase tormentone per riassumere tutto ciò che significa essere Mandaloriano, “Questa è la via”.
O “This is the way”, a seconda che lo stiate vedendo in italiano o inglese.

La sentiremo spesso questa hit.

Proprio quando sembra che il Mando abbia riguadagnato punti, la fabbra si propone di incidergli sull’armatura l’effige del Mudhorn (evvai, hanno dato un nome a qualcosa) che ha sconfitto nello scontro precedente.
Ma, vuoi per il codice, vuoi per il senso di colpa, Mando è costretto a rifiutare. Perché è stato aiutato da un nemico. La fabbra è confusa. Perché un nemico dovrebbe aver aiutato Mando? Che domande…

Ok. E visto che è la settimana del Black Friday, risparmiando sull’effige Mando ha diritto a una manciata di uccelli fischiatori. Una non ben specificata “difesa importante e rara contro un gruppo di nemici”.
Anche qui, non sappiamo ancora cosa sono ma è probabile che lo scopriremo presto. Mando accetta l’offerta ma chiede di lasciarne un po’ per i trovatelli.
Già, perché “i trovatelli è sono il futuro”.
E tutti giù a ripetere in coro “Questa è la via”.

Terminata la lunga e insolita (per la serie) sequenza di dialoghi si passa al momento in cui viene forgiata l’armatura. Come accaduto nel primo episodio a ogni colpo di martello abbiamo un assaggio un po’ più consistente del personal Vietnam del Mandaloriano. Dove vediamo Mando da piccolo messo al riparo dai genitori (presumibilmente morti di lì a poco) durante La Grande Purga di Mandalore. Il flashback si interrompe proprio quando un droide da battaglia imperale trova il nascondiglio e sta per fare fuoco verso il bambino inerme.

Alla locanda

Stacco. Siamo di nuovo nella locanda che abbiamo visto nel primo episodio. Quella in cui sono soliti riunirsi i cacciatori di taglie. “Apollo” Karga sta mandando a quel paese qualcuno quand’ecco che entra dalla porta Mando tirato a lucido con la sua nuova armatura argentata. Lentamente attraversa la locanda sotto lo sguardo di tutti i presenti come in una vecchia pubblicità della Coca Cola Light.


“MANDO!” esclama Apollo Karga. E subito puntualizza quanto siano bassi i suoi punti stima in questo momento.

Il pubblico da casa non può far a meno di annuire, qui.

Non solo mando è riuscito a recuperare la preda più ambita, ma adesso è coperto dalla testa ai piedi di uno dei metalli più ambiti dell’universo.
Mando si è legato al dito quella faccenda del droide che gli ha sparato e dei trandoshan che lo hanno aggredito (Capitolo 1 e Capitolo 2). E non contento della risposta ricevuta dal Vianello cattivo, vuole sapere anche da lui quanti dei presenti avessero un localizzatore. Ovviamente tutti.

Mando si siede e posa accanto a sé il disintegratore per mettere una o due cose in chiaro ai presenti che cercano rogne. Tutti lo odiano dicevamo, tranne Karga che si è arricchito anche lui con questo lavoretto e mostra orgoglioso la sua parte di bottino.

Non curante del fatto che i Mandaloriani sono sensibili a quell’acciaio che un tempo gli apparteneva di diritto.

Karga chiede a Mando come può mostrare gratitudine al suo “socio”.
Mando vuole un altro lavoro. Karga lo invita a uscire, toccare le femmine, andare a rubbare… ma niente, e quindi gli offre 4 taglie avvistate in qualche angolo remoto della galassia.

Momento Nerd

Una delle quali, memori dei meme dell’Ammiraglio Ackbar di Una nuova speranza, vi farà esclamare “It’s a Trap!”

Vuole rimettersi con la testa nel lavoro per non pensare, Mando. Ma prima di lasciare la stanza non può fare a meno di chiedere cosa ne sarà del baby Yoda.

Karga gli ricorda che è contro il Codice della Gilda (che è una corporazione, non una donna nel caso ve lo stesse chiedendo). Segue un battibecco sulla presenza o meno dell’Impero, Karga gli dice provocatoriamente di denunciarli alla Nuova Repubblica. Un modo come un altro per dirgli di lasciar perdere e lasciarsi alle spalle tutta questa brutta storia.
Magari con un camtono di spezie. Che dice, possa fargli dimenticare tutto per quando sarà uscito dall’iperguida. Ne prendo 2, grazie.

La falsa partenza

Mando torna alla nave. Sta per partire. Si scaldano i motori. Si sentono già gli spettatori lanciare i propri pop corn e improperi verso lo schermo. Quando improvvisamente va a tirare la leva con cui a inizio puntata Baby Yoda stava giocando e si accorge che la pallina che era in cima era stata smontata ed è riposta a lato. Mando osserva intensamente la pallina e ripensa al suo amichetto verde. È la goccia che fa traboccare il vaso. Il quadro – FRAN! – cade. Eccetera, eccetera.

Lascia i motori accesi e scende dalla nave. Si dirige verso il quartier generale dove si nascondono gli stoormtroopen e Vianello cattivo. All’esterno dell’edificio, controllando il territorio trova tra i rifiuti il trasportino. Potrebbe essere già tardi.

Momento Nerd

Poco lontano nella stessa scena c’è un tubo lungo appoggiato a una parete. La somiglianza con quello usato da Han, Luke e Leila nel compattatore di rifiuti della Morte Nera in Una nuova speranza è impressionante.

Raggiunge un punto d’osservazione dall’alto e usa la sua arma a modi antenna verso l’edificio. Grazie alla visualizzazione termica riusciamo a capire che il Vianello cattivo sta perdendo la pazienza con il dottore.

A voler tirare a indovinare si sta parlando di Midichlorian. E di una qualche procedura invasiva che per estrarli determinerà la morte del portatore.

Parlano anche di qualcuno più in alto di loro che ha richiesto che il portatore venisse consegnato vivo. Ma Vianello cattivo non vuole più aspettare e minaccia il dottore di fargli fare una brutta fine se non farà come gli è stato detto.
Abbiamo sentito abbastanza.

L’irruzione

Mando sabota il citofono del covo dei cattivi e scappa, come si faceva negli anni ’80. I furbissimi e permalosi Stoormtrooper escono fuori e cominciano a controllare il perimetro. Uno dopo l’altro vengono messi ko.
All’interno Mando continua a farsi stanza fino a raggiungere la stanza dove si trova il Baby Yoda. A sorpresa, il dottore si frappone tra lui e il Baby Yoda.

Momento Nerd

Prima fa fuoco su un droide sferico volante nero. Un droide molto simile all’unità da interrogatorio IT-O, che Darth Vader voleva usare si Leia/Leila per carpire i piani dei ribelli in Una Nuova Speranza.

Mando lo spinge via e vede che sul lettino alle sue spalle c’è il baby Yoda steso, privo di sensi. Il dottore ripete che se non fosse stato per lui sarebbe già morto.

Momento Nerd

Notiamo il simbolo sulla spalla del dottor Pershing . Lo stesso delle divise da addestramento dei cloni ai centri di clonazione di Kamino in L’attacco dei Cloni. Insomma materiale per speculare sui possibili sviluppi della trama.

Mando lo risparmia poi avvolge il nano verde in una coperta e lo porta via con sè.

Approfittando dell’ombra si fa strada tra i soldati imperiali dando sfogo a tutta la sua potenza di fuoco: taser, lanciafiamme, e perfino i famosi uccelli fischiatori.

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Na cafonta.

All’ultimo sangue

Mentre il Mando si allontana dall’edificio succede una cosa bellissima.
Nella locanda dove abbiamo incontrato Greef Karga i localizzatori di tutti i tagliagola, mercenari e cacciatori di taglie presenti cominciano a suonare all’impazzata come i cellulari quando sul gruppo del fantacalcio qualcuno ha mandato un video osè.

Momento Nerd

Tra i presenti vediamo anche un Zabrak. La stessa specie del Darth Maul di La minaccia fantasma.

All’esterno Mando tenta di raggiungere la nave ma ben presto si ritrova circondato. Greef Karga gli chiede di posare “il pacco”. Mando non è dello stesso avviso.

Come so che posso fidarmi? Perchè sono la tua sola speranza.
Mando si avvicina allo speeder ma invece di posare il bambino ci si lancia dentro e comincia a sparare all’impazzata. Mando dice all’unità C1 che guida lo speeder di partire. Ne nasce un tiro al bersaglio ma il Mando da ulteriore dimostrazione di una mira infallibile. Come Karga, che invece di mirare al Mandaloriano mira all’unità C1 e la fa saltare. Lo speeder sbatte e si ferma. I mercenari si avvicinano al veicolo da quale si riesce a scorgere il disintegratore con il quale Mando folgora altri malcapitati di turno. Tutti corrono ai ripari.

È uno stallo alla messicana e quindi Karga se ne esce con un dialogo da negoziatore in una rapina con l’ostaggio. Del tipo dacci il bambino e nessuno si farà male. Mentre parla alcuni si avvicinano allo speeder, Mando allora capisce che il momento di mostrar loro il suo lanciafiamme. Ma presto la sua carica si esaurisce. La situazione è disperata e Mando cerca di vedere se il suo nano verde ha ripreso conoscenza (sì) e magari può aiutarlo (no).

Alla fine in loro soccorso arriva la cavalleria, con War Machine e il clan mandaloriano al completo, violando la loro regola di uscire allo scoperto pochi alla volta per non mettere la loro comunità in pericolo. Inutile dire che si esibiscono in una serie di cafonate bellissime da vedere.

War Machine arriva addirittura volando con una mitragliatrice laser.

In molti si danno alla fuga. War Machine dice a Mando di andar via che ci pensano loro. Mando gli suggerisce di cercare riparo. Ma quello riattacca con “Questa è la via.”

Arrivato sulla Razon Crest e pronto ad alzare il portellone c’è un’ultima sorpresa ad attenderli: Greef Karga. Scaltro. Non per niente è il capo della Gilda (sempre la corporazione). “Non volevo arrivare a questo. Ma hai infranto il codice.” gli dice.

Con il rampino mando colpisce i comandi di pressurizzazione della nave e approfittando della nube di fumo schiva i colpi di Karga e lo colpisce al cuore scaraventandolo fuori dalla nave.

La Razon Crest finalmente parte lasciandosi alle spalle il campo di battaglia e il corpo di Karga che sussulta. Karga dolorante infila una mano nella tasca che ha sul petto e tira fuori un ligotto di acciaio Beskar, di quelli che aveva mostrato a Mando nella scena alla locanda.

Che botta!

Impossibile fosse un colpo casuale.

Momento Nerd

Una scena che ai più nerd avrà fatto urlare “Panciotto antiproiettile!” come Biff Tannen in Ritorno al futuro parte II. Quando nella scena della vasca idromassaggio, in dolce compagnia, guarda lo scontro tra Clint Eastwood e Gian Maria Volonté in Per un pugno di dollari.

“Panciotto antiproiettile!”

Il saluto

Mentre la nave Razon Crest viene affiancata da War Machine che fa il saluto militare al Mandaloriano. Ogni divergenza è appianata e tutto è finito a tarallucci e vino tra di loro.

So ragazzi.

Momento Nerd

C’è il tempo per un ultima reminiscenza. War Machine si allontana e Mando dice tra sè e sè “Devo avere uno di quelli”, riferendosi al jetpack d’assalto del compagno. I più ci hanno visto una semicitazione dal Batman di Tim Burton. Quando il Joker vedendo il Batman e Vicky Vale fuggire dal museo aggrappati al rampino esclama “Ma dove li trova quei fantastici giocattoli!”

Batman di Tim Burton. 1989.

E niente, la puntata finisce così. Con il nano verde che, noncurante di tutto quello che si è rischiato per recuperarlo, rompe ancora per giocare con la pallina sulla leva e il Mando, cuore tenero, che ormai ha perso la testa per quegli occhioni jedi come un quarantenne che si collega ai social di buonora per scrivere BUONGIORNISSIMO KAFFé1!?

La sua fortuna è che alla fine se ne è uscito con un WIN WIN: si è fatto pagare, si è fatto fare l’armatura, e si è ripreso il baby Yoda. Come un vero badassone.

Al contrario dei precedenti è stato un episodio pieno di dialoghi e di azione.
E forse il vero peccato del titolo sarebbe stato perderselo.
Tanto più che la regia era di Deborah Chow, che rivedremo presto al timone della serie Disney+ su Obi-Wan Kenobi con Ewan McGregor.

Ora possiamo lasciare l’orbita, entrare nell’iperspazio e darci appuntamento al prossimo spiegone.

Dove vedere The Mandalorian in streaming

Dove: su Disney+
Come: in abbonamento
Quando: la serie sarà disponibile al lancio della piattaforma in Italia previsto per il 31 marzo 2020

Foto: Disney+ / Universal / WarnerMedia

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