Picard
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Oh, capitano, mio capitano! “Picard” è già di culto

Il ritorno al futuro di Patrick Stewart è di quelli da non perdere

Ricordate l’effetto fionda? È la manovra spaziale che ha lanciato Kirk e l’equipaggio attorno al sole e nel passato della Terra.

A volte sembra che l’intero Star Trek sia stato intrappolato in un effetto fionda per la maggior parte degli ultimi 20 anni. Gli anni 2000 ci hanno regalato “Enterprise”, ripercorrendo l’ultima frontiera fino ai primi giorni della Flotta Stellare. Poi nel 2009 è arrivato il reboot di J.J. Abrams che ci ha regalato una nuova continuity, rianimando Kirk, Spock e tutta l’iconografia classica anni ’60. Per intenderci quella che ha reso Star Trek un fenomeno di cultura pop. Nel 2017 “Discovery” ha anche tracciato una mappa della zona prequel, cui avevamo dato una breve sbirciata con sporadici episodi che interessavano . E adesso con Picard?

Parliamo di Star Trek: Picard. È il personaggio che ha reso Patrick Stewart non solo una stella ma il più grande meme del mondo. È ambientato 20 anni dopo gli eventi di “Star Trek: Nemesis” del 2002. Praticamente ai margini del 25° secolo.

Preparatevi allo shock

No, non aspettatevi chissà quali sfracelli. Jean-Luc Picard è un uomo cambiato: da tempo in pensione dalla Flotta Stellare, l’ex comandante dell’Enterprise (D ed E) vive in semi-isolamento nel suo antico vigneto francese (visto in “Famiglie”, l’episodio della 4° stagione di “The Next Generation”). È ossessionato da due eventi: la “morte” dell’androide Data e la distruzione del pianeta Romulus, che ha scatenato una crisi interstellare di rifugiati.

“Il mondo di Next Generation non esiste più”

Lo ha detto lo stesso Stewart a Variety, lasciando intuire sviluppi distopici della serie. “Niente è veramente sicuro. In un certo senso, il mondo di Next Generation era troppo perfetto e troppo protetto.”

È questo contesto più oscuro e incerto che promette di rendere Star Trek: Picard più di un esercizio nostalgico. Via le certezze del 24° secolo legate a Gene Roddenberry: in questa serie vedremo una Flotta Stellare il cui centro morale sembra essersi spostato parecchio dai giorni di gloria di Picard. Di fronte alla crisi cosmica, Jean-Luc è costretto a intraprendere una missione solitaria, senza il supporto a cui è abituato.

È o no una premessa intrigante?

Specialmente per un personaggio da sempre caratterizzato da un mix di diplomazia e fredda razionalità. Come ha rivelato lo showrunner Alex Kurtzman, Stewart ha accettato questo ritorno al futuro con una condizione cruciale: “Non voglio fare quello che ho già fatto.”

Picard è sempre stato uno dei più ben disegnati personaggi di Star Trek. Contrappunto riservato e cerebrale a James Kirk, altrettanto brillante ma più uomo d’azione e parecchio scontroso, Picard ha ridefinito la nostra idea di capitano di una nave stellare fin dalla prima puntata della sua serie. Le storie successive lo vedono sorseggiare il té, catturato (e torturato) dai Cardassiani, distrutto dalla morte della sua famiglia, assimilato dai Borg. Di tutto e di più.

Patrick Stewart ha messo nel personaggio di Picard tutta la verità emotiva di cui dispone da autentico fuoriclasse: per questo ci aspetta comunque una visione elettrizzante.

Picard, nuovi arrivi e vecchie glorie

Già. Stewart è l’arma chiave di Picard, ma non è solo. La serie mette insieme nuovi comprimari (Romulani ed ex ufficiali della Flotta Stellare, tra cui Michelle Hurd di Daredevil), ma riporta sullo schermo anche alcune icone di Next Generation. Jonathan Frakes e Marina Sirtis saranno nuovamente William “numero uno” Riker e Deanna Troi, e Brent Spiner tornerà nei panni del “morto” DataDai, è un androide. Sogno? Allucinazione? Non vi dico nulla, e NON È uno spoiler. È lo stesso Spiner ad aver detto “la storia di Data fa parte del filo conduttore dello spettacolo”. Potremmo anzi parlare di BIG DATA.

picard

Anche i Borg annunciano resurrezioni, in una trama che promette nuovi colpi di scena sulla minaccia principale di The Next Generation. Jonathan Del Arco interpreterà Hugh, visto per la prima volta nel 23° episodio della 5° stagione, mentre Jeri Ryan di Voyager ritornerà nei panni della sensuale Sette di Nove, ma sarà un po’ diversa. “Non sarà la stessa Seven”, ha recentemente dichiarato l’attrice. “È molto più umana. È sulla Terra da molto tempo, ne ha passate molte.”

Picard: make Star Trek great again

Star Trek: Picard promette di fare ciò che Star Trek ha sempre voluto fare, per desiderio del suo creatore Gene Roddenberry. Qualcosa di diverso dalle grandi epopee di Star Wars (come quella “Mandaloriana”, che ricorda tanto, forse troppo il vecchio west) che ci portano in una galassia lontanta, lontana, lontana… Star Trek sa raccontare anche problemi contemporanei con il pretesto della fantascienza. Ve ne accorgerete: tra i problemi migratori del pianeta Romulus e la Federazione “isolazionista” che richiama logiche Trumpiane e da Brexit, troverte molto 21° secolo riflesso nel 24° secolo della serie.

Speriamo che Picard ci mostri un modo positivo per attraversare l’immenso spazio oscuro del nostro presente.

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Dove vedere Star Trek: Picard in streaming

Dove: su Amazon Prime Video
Come: in abbonamento con Amazon Prime
Quando: tutti gli episodi saranno disponibili dal 24 gennaio 2020

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