La Bella e La Bestia (2017)
Immagine: Disney
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La serie prequel de La Bella e la bestia riaccende il dibattito su Disney e le tematiche gay

L’annuncio segue un lungo periodo di scelte Disney controverse

Disney ha annunciato che produrrà una miniserie prequel di sei episodi del live action de La bella e la bestia del 2017.

Sarà incentrata principalmente sulle vicende dei personaggi di Gaston (interpretato da un Luke Evans come non mai nella parte) e Le Tont (Josh Gad) che nel film era esplicitamente queer.

Come il lungometraggio anche la miniserie sarà per lo più un musical. Le canzoni saranno quelle di Alan Menken, già premio Oscar per quasi tutti i classici Disney dei primi anni ’90.

Sarà scritta da Eddy Kitsis e Adam Horowitz, i creatori di C’era una volta, e la comunità LGBTQ+ sui social auspica che essendo il primo personaggio apertamente gay di questi live action, nonché uno dei due protagonisti, il personaggio di Le Tont venga trattato adeguatamente. Senza minimizzare la sua sessualità o ridurlo a macchietta.

Le preoccupazioni in merito possono sembrare eccessive. Ma sono dovute principalmente al fatto che la Disney recentemente ha preso decisioni ritenute dai diretti interessati quantomeno controverse.

Lo spostamento di Tuo, Victor

Tra queste c’è il ricollocamento dello spinoff del film Tuo, Simon sul catalogo Hulu che, ricordiamo, ha un accordo di partnership con Disney e il suo servizio streaming all’estero viene offerto in un pacchetto combinato proprio con Disney+ ed ESPN.

La Disney detiene i diritti sul film da quando ha acquistato la 21st Century Fox. Tuttavia ha deciso di spostare lo show dalla propria piattaforma non ritenendolo abbastanza “per famiglie” a causa dei “temi maturi” trattati.

Ovviamente quel “per famiglie” ha scatenato la reazione di tantissimi utenti.
Molti hanno ricordato che quasi tutti i film Marvel disponibili sul catalogo Disney+ contengono scene particolarmente violente e linguaggio talvolta inopportuno. In particolare è stata presa di mira la battuta di Tony Stark sullo Ius prime noctis in Avengers: Age of Ultron.

https://twitter.com/tvs_movies/status/1232553984147066880

Le defezioni del live action di Mulan

Come tutti probabilmente già saprete dal live action di prossima uscita Mulan, adattamento del cartone del 1998, è stato escluso il drago Mushu. Ma non è il solo. Anche il generale Li Shang, non sarà della partita.
Li Shang, più o meno volutamente, era diventato un’icona bisessuale proprio a causa di quella sua attrazione per Mulan… anche quando era il soldato Ping

Quando sono arrivate le critiche il produttore Jason Reed non si è trincerato dietro frasi di circostanza. È uscito allo scoperto con una motivazione ben precisa che, piaccia o non piaccia, ha una sua logica.

Avere una protagonista soldato innamorata di un ufficiale in comando ai tempi del movimento #MeToo, era scomodo e pensavamo fosse inappropriato.

Ma qui la questione è passata in secondo piano dal momento che i problemi per Mulan non finiscono qui. Si va dalle dichiarazioni scomode dell’attrice protagonista sui tumulti di Honk Kong all’uscita nelle sale messa in standby per via del Coronavirus.

Le responsabilità Disney

Va detto che su Disney+ sarà possibile trovare anche la serie Diario di una futura presidente che vede una delle principali storyline affrontare il tema in modo veramente toccante e introduce più di un personaggio omosessuale.

È indubbio che Disney abbia ancora tanto lavoro davanti. Con l’aumentare delle proprietà intellettuali sono aumentate le responsabilità e le potenziali critiche. Specie se si considera che tutte le recenti fonti più importanti di finanziamento dell’azienda sono costituite da franchising vecchi di decenni che vanno attualizzati ai giorni d’oggi. La sfida non semplice.

Basti pensare all’elefante più amato da grandi e piccini: Dumbo. Dal suo live action del 2019 è stata tagliata tutta la sequenza che nel cartone del 1941 vedeva protagonisti i corvi, poiché davano un’immagine stereotipata e ritenuta offensiva delle persone di colore.

Per tutelarsi da situazioni del genere è stato creato un apposito discaimer che troverete nella didascalia di questo e altri contenuti disponibili su Disney+.

Questo programma è presentato come originariamente creato. Può contenere rappresentazioni culturali obsolete.

Possibile che si arrivi anche a scrivere lo stesso anche per quelle di genere e non solo quelle razziali? I tempi stanno cambiando. Sono già cambiati. Tutti vogliono l’inclusività e ovviamente la Disney, pur avendo una posizione dominate sull’immaginario globale, ha tutto l’interesse ad andare incontro al nuovo gusto del pubblico.

Le servirà il tempo necessario ad abbandonare posizioni conservatrici e capire che accettare lo stato dei fatti non significa senza snaturarsi. Significa sopravvivere al cambiamento.

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